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Comunicato n. 3

Non siamo solo noi Paolini ad avere problemi di invecchiamento: «si tratta di una realtà che tocca tutti i religiosi e l’intera società occidentale. E tuttavia la Provvidenza ci interpella attraverso la realtà della nostra storia a essere anticipatori di futuro: la vita religiosa ha un ruolo di sentinella». Così padre Massimo Fusarelli (ofm) ha iniziato la sua relazione su “L’invecchiamento nella vita consacrata”, a partire dalla sua esperienza nelle comunità francescane. Ai capitolari paolini della Provincia Italia, radunati ad Ariccia, padre Fusarelli ha consigliato di «lasciarsi illuminare da Gesù: anche noi abbiamo bisogno di un’iniziazione alla fede, di ritrovare le motivazioni per credere che ci aprono alla missione, senza cedere alla nostalgia del passato che è paralizzante e nasconde una forma di incredulità». Sulla scia di Evangelii gaudium, ha invitato a combattere le malattie spirituali (accidia e individualismo, mondanità spirituale, pessimismo sterile, guerra interna) per puntare a un obiettivo comune: «Piantare un germoglio per il futuro». Per questo, in un Capitolo ci vogliono «Franchezza di confronto e coraggio nelle scelte».

Da parte sua monsignor Domenico Pompili ha tracciato una lucida analisi di una società che ci sfida con l’indifferenza religiosa, il consumismo e la pervasività del digitale. Per cui si è tentati di rilassarsi nell’accidia o di cadere nel pessimismo sterile. Eppure, dice il vescovo di Rieti, «Gesù Cristo continua ad attrarre». Ed è questo il nostro punto di forza. Citando St. Exupery, dice: «Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere il legno, ma insegna la nostalgia per il mare».

Si tratta, in definitiva, di integrare l’immaginazione, con una proposta forte, laddove i media popolari utilizzano l’immaginario religioso a scopi commerciali e con dei surrogati. Occorre parlare la lingua corrente, «passando dal disgusto all’identificazione dei semi di Vangelo». E conclude con una provocazione: «Tocca a voi Paolini fare qualcosa nel digitale: se non lo fate voi chi altri può farlo nella Chiesa?».

La seconda parte della giornata viene dedicata alle relazioni riguardanti gli istituti aggregati. Si entra nella vivacità di Santa Famiglia e Gesù Sacerdote, nell’apostolato nascosto ma proficuo di Annunziatine e Gabrielini, come nella molteplice realtà dei Cooperatori.

Più spazio, data l’importanza dell’argomento, viene dato al Direttore generale dell’Apostolato, don Rosario Uccellatore, che delinea il lungo percorso negli anni delle nostre attività apostoliche, tra crisi generale dell’editoria, trasformazioni epocali come il digitale, e strategie per mettere in sicurezza un Gruppo editoriale animato da una forte mission apostolica, ma alle prese con la necessità di riorganizzarsi e superare le difficoltà economiche. Certamente rimane ancora aperta la sfida del digitale: dall’e-commerce ai prodotti editoriali veri e propri; così come rimane forte la necessità di presidiare il territorio dando impulso alle attività legate a Bibbia, Famiglia e Comunicazione attraverso il Centro Biblico San Paolo, il Centro Culturale San Paolo, il Cisf, l’Associazione don Zilli, il Festival e la Settimana della Comunicazione.

Ariccia, 24 giugno 2019

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