16° Capitolo Provinciale - Comunicato Stampa n. 2

sabato, 29 gennaio 2011 | di Giusto Truglia

«Le parole circolano come moneta falsa, sono parole corrotte. Vige il modello pubblicitario che non dà tempo per riflettere e comunica il falso». Maria Cristina Bartolomei è stata molto esplicita nel tracciare un quadro sulla situazione del nostro Paese, nella seconda giornata dei lavori capitolari che è stata dedicata all’ascolto della docente di Filosofia morale alla Statale di Milano e, nel pomeriggio, a un dialogo con le Superiore maggiori delle Congregazioni paoline.

La Bartolomei ha evidenziato gli aspetti problematici dell’Italia, in cui noi Paolini siamo chiamati a incarnare e annunciare il Vangelo. E ha fatto riferimento al piano della comunicazione come uno dei «più disastrati e distorcenti». Ha accennato al predominio del mercato e del denaro, alla precarizzazione dei giovani, al distacco tra cittadini e istituzioni, alla tentazione di delegare piuttosto che di partecipare, alla liquefazione della solidarietà. «Viviamo nella post-secolarizzazione», ha detto, «con una ripresa di forme decorative religiose su una base secolarizzata. Non c’è un ritorno alla fede, ma un uso del sacro come instrumentum regni».  Di qui l’invito a «immettere nel circuito comunicativo parole vere, i grandi testi in cui lo spirito umano si è esercitato nella ricerca di senso. Tra essi la Bibbia». La studiosa ha poi fatto presente il rischio che la Chiesa corre in parallelo a ciò che succede nella società. Ha rilevato il disagio che serpeggia a livello ecclesiale. Ed ha incoraggiato a proseguire sulle orme del Concilio, sulla cui attuazione «siamo soltanto agli inizi», sviluppando la sinodalità e la compartecipazione, i carismi e i ministeri. C’è, infatti, «una fascia sempre più consistente di persone che stanno alla soglia, appassionate a Gesù e al suo Vangelo». E, avviso a noi professionisti della comunicazione: «I modi in cui si comunica allargano o restringono la capacità della Chiesa di annunciare il Vangelo».

Fraterno e dialogante è stato il confronto con le Congregazioni femminili. La Superiora generale, suor Franca Laratore, ha illustrato la situazione delle Apostoline e la proficua collaborazione con la Società San Paolo, dalla quale, ha detto, «siamo state sempre accompagnate e coccolate».

Suor Lucia Varo e suor Angiolina Rossini, Provinciali rispettivamente per il Centro-Sud e per il Centro-Nord, hanno accennato alla vocazione delle Pastorelle impegnate in un’ecclesiologia di comunione nelle realtà locali, in un momento difficile di riconfigurazione della ministerialità nella Chiesa. E guardano con speranza alle prospettive di servizio che si sono aperte in Paesi come l’Albania.

La Provinciale suor Luciana Dal Masetto non ha nascosto le difficoltà legate all’età media delle Pie Discepole in Italia. C’è stato un approfondimento della loro missione e del loro carisma che ha portato a una riorganizzazione delle opere e a nuove forme di collaborazione con i Paolini.

La Provinciale delle Figlie di San Paolo, suor Giovannamaria Carrara, ha fatto presente la condivisione di carisma e di missione con i Paolini. Pur essendoci difficoltà legate all’età media delle sorelle, con conseguenti ristrutturazioni di comunità e di attività apostoliche, nondimeno su tanti fronti c’è grande collaborazione con i fratelli.

Ora si deve approvare l’iter dei lavori capitolari. Si ascolteranno i responsabili dei diversi settori e delle comunità, nonché il Superiore provinciale, poi si passerà alla programmazione.

don Giusto Truglia
Ariccia, 29 gennaio 2011


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