16° Capitolo Provinciale - Saluto di apertura

giovedì, 27 gennaio 2011 | di Vincenzo Pietro Marras

Don Vincenzo Marras, Superiore Provinciale della Società San Paolo ItaliaNel dichiarare ufficialmente, a norma dell’artt. 194, 195, 196 delle nostre Costituzioni, l’apertura del XVI Capitolo Provinciale della Società San Paolo che è in Italia, non saprei esprimere un saluto più eloquente di questo: Il Signore sia con voi! Un saluto che vuole comunicarci, ci dice la predilezione che ognuno di noi ha potuto sperimentare fino a oggi e la cura e il sostegno che Dio non ci farà mancare.

Saluto con particolare affetto e stima il Superiore generale, don Silvio Sassi, presente in mezzo a noi. E il mio saluto a ciascuno di voi intende raggiungere e coinvolgere tutte le comunità paoline in Italia e tutti i fratelli, che voi rappresentate.

Non posso nascondervi la mia emozione in questo momento. Si affollano dentro di me tanti sentimenti e pensieri. Almeno due mi sembra giusto esplicitarli. Gioia e fiducia, innanzitutto. Gioia, perché ci ritroviamo qui chiamati dallo stesso ideale, mossi dallo stesso Spirito, nel nome del Padre comune, per essere i continuatori del carisma che Dio ha dato alla Chiesa e al mondo per mezzo del nostro Beato Fondatore, don Giacomo Alberione. Fiducia fondata che con la grazia del Signore sapremo realizzare il mandato che ci è stato affidato: salvare gli uomini e le donne di oggi con i mezzi di oggi e salvare gli uomini e le donne di ogni epoca storica con i mezzi più celeri ed efficaci (cf. Vademecum, nn. 619, 1019, 1280).

Sento poi di dover confessare tutta la mia inadeguatezza, consapevole come sono dei miei limiti davanti al servizio cui sono stato chiamato e di fronte alla responsabilità che mi attende. Ma so anche di poter contare sull’aiuto di Dio, l’indulgente e saggio sostegno del Superiore generale e la collaborazione generosa di tutti voi e di tutti i confratelli della nostra Provincia.

In questo tempo di azione di grazie che ci condurrà a celebrare nel 2014 il primo centenario della nostra Congregazione e degli inizi della Famiglia Paolina, questo Capitolo provinciale sottolinea l’urgenza per noi di un rinnovamento nel senso pieno della missione paolina. Siamo qui col mandato di ricercare e procurare il bene comune della nostra Provincia, come porzione significativa di tutta la Congregazione. Rendiamo grazie a Dio per il dono della nostra vocazione: «Sentiamoci, come san Paolo, debitori a tutti gli uomini, ignoranti e colti, cattolici e comunisti, pagani, musulmani. Tutti amiamo. A tutti il nostro apostolato» (San Paolo, marzo 1951; cf. Vademecum, n. 1327).

Fa da sfondo e indica le luci di posizione del nostro cammino il tema posto al centro del 9° Capitolo Generale – “Ravviva il dono che hai ricevuto. La fedeltà creativa a cent’anni del carisma paolino” –, e le linee programmatiche dettate alla nostra Provincia dal Superiore generale, che – mentre ci suggerisce obiettivi, priorità e linee operative - ci esorta «ad una mobilitazione responsabile da parte di tutti».

A ciascuno di noi incombe il dovere di ricercare e operare per il bene comune, sapendo che se è necessario si dovranno sacrificare interessi e visioni parziali. La complementarità di ciascuno darà maggior forza alla testimonianza della speranza che siamo chiamati a offrire alla Chiesa e alla società italiana.

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