Vivere Francoforte

giovedì, 27 ottobre 2016 | Darlei Zanon, SSP

Domenica 23 ottobre è terminata la 68ª edizione della Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, l’evento editoriale più importante a livello internazionale. Circa 275 mila persone hanno visitato la fiera, che presentava 7100 espositori di 100 paesi diversi. Noi Paolini eravamo rappresentati da circa 30 membri provenienti da 14 delle nostre 18 circoscrizioni.

Le due grandi novità di questa edizione, per noi Paolini, sono state la celebrazione del 25º anniversario dalla creazione del nuovo Marchio e la realizzazione di un nuovo stand, con un design moderno ed elegante, degno di questo evento e dell’importanza della Società San Paolo nel mondo editoriale mondiale.

Francoforte, ogni volta di più, è un luogo di incontro e di esperienze. È vero, lì si fanno molti affari, si firmano contratti e si trovano bei progetti; tuttavia, la cosa più importante è quello che si impara lì ogni anno. Sia per l’editore che va per la prima volta, sia per quello che va già da una trentina di anni, c’è sempre qualche novità e qualcosa da imparare. La fiera cambia, si rinnova, trova nuovi profili, però non perde la sua importanza e centralità.

Francoforte è una vera scuola per editori, questa è l’opinione comune tra i Paolini partecipanti. Anche se abbiamo tantissime altre fiere nelle diverse nazioni, è a Francoforte che ci troviamo tutti insieme e per una settimana scambiamo esperienze, informazioni, idee, progetti. È il posto ideale per ispirarsi, per motivarsi, per guardare il nostro apostolato con più ottimismo e dinamicità. Lì vediamo che il mondo editoriale continua a svilupparsi in modo vivo, forte e creativo. Lettere e bites si completano, carta e schermi si parlano, contenuti prendono forme diverse per collegare scrittori e lettori di tutte le età e lingue.

Francoforte è grande ed è bellissima, perché ci dà vita e ci ricorda il nucleo fondamentale dell’essere Paolino editore, come voleva il nostro Fondatore. Lì ricordiamo la necessità di trasformare il Verbo in carta, oppure in bites: questo non cambia molto, perché la cosa fondamentale è l’editare, il “dare alla luce” un testo-messaggio che può trasformare le persone e la società.

Il nostro stand internazionale, già di lunga tradizione, è sempre una bella testimonianza di unità e del nostro essere Editore Unico, con obiettivi comuni e un’unica identità visiva. Non ho dubbi sul fatto che è stato un momento propizio per «rafforzare l’unità nella missione», «condividere esperienze e iniziative nell’area editoriale» e «riflettere sul significato del nostro marchio istituzionale e valutare la sua applicazione», come ha chiesto il Superiore generale nel suo messaggio ai partecipanti.

Che ora in ogni circoscrizione vengano raccolti frutti abbondanti, che germinino i semi delle belle esperienze e delle conoscenze che ognuno porta a casa da Francoforte.

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