Bloggers in Vaticano. Un nuovo inizio?

giovedì, 5 maggio 2011 | di Pietro Roberto Minali

Bloggers in Vaticano (foto Intermirifica.net)«I blog sono persone. E alla Chiesa interessa incontrare le persone». D’altro canto «la Chiesa ha qualcosa da imparare dai blogger», da quanti cioè comunicano attraverso la rete, a cominciare «dal loro modo di esprimersi libero e con un linguaggio attuale». Lo ha detto l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, organismo vaticano che insieme al Pontificio Consiglio della Cultura ha organizzato il 2 maggio il primo meeting dei bloggers in Vaticano.

Molti di coloro che avevano fatto richiesta per partecipare, più di 750, sono stati esclusi per ragioni organizzative. Questo ha suscitato malumori, specialmente in alcuni bloggers che si identificano come “tradizionalisti” e che hanno visto nella loro esclusione una chiara intenzionalità. Comunque i 150 presenti, appena iniziati i lavori, hanno acceso i loro portatili e cellulari e hanno immediatamente connesso i lavori alla rete, dando modo a tutti di seguire il lavori su Facebook e Twitter. Non tutti i blogger invitati erano necessariamente cattolici, perché l’obiettivo era quello di promuovere “un momento animato soprattutto – come invita ripetutamente Papa Benedetto – da un dialogo rispettoso: un rispetto per le verità altrui pur nella consapevolezza di ciò che portiamo in cuore nella convinta ed appassionata adesione al Cristo Signore”.

Padre Federico Lombardi (foto Intermirifica.net)Nel suo intervento, p. Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa vaticana, ha detto che «i social media stanno cambiando le forme della nostra vita. Nasce così la nostra idea di un portale diocesano più informale. Nascono i “web pastori”», ma questo «non vuol dire che il Magistero perda la sua funzione di guida, ma che c’è anche un formarsi di un’opinione tra i fedeli che aiuta il formarsi del pensiero della Chiesa, in particolare nel dialogo con il mondo di oggi». Un tema, quello dell’opinione pubblica nella Chiesa, che, «non è stato forse tanto sviluppato negli ultimi decenni. E io credo — afferma ancora p. Lombardi  — che la realtà dei blog sia un elemento che può entrare dinamicamente nello sviluppo di questa dimensione. Quindi c’è una responsabilità, per quanto riguarda la vita ecclesiale, di manifestazione del pensiero, della sua circolazione, di formazione dell’opinione che è importante per la Chiesa».

Per conoscere l’impatto provocato da questo primo incontro tra i bloggers in Vaticano è necessario andare in rete e leggere i vari interventi sui blogs. È certo che l’evento abbia lasciato in molti la sensazione che si sia aperto un cammino che mostrerà i suoi sviluppi con il tempo. Come dice sul suo blog Massimo Melica, uno dei partecipanti, «uscendo, sulla soglia del palazzo, siamo stati ringraziati ad uno ad uno per aver partecipato all’evento e camminando verso la Basilica di S. Pietro tutto mi è sembrato diverso».

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